Tosto e sorprendente.
Quello che ho scelto quasi subito sono stati i due ingredienti principali del ripieno. Quello che mi ha richiesto tempo è stato capire il perché.
Dunque mi sono messa a cercare, cercare, cercare. Senza arrivare a verità e certezze, per cui mi scuso in anticipo per eventuali inesattezze e imbecillità, ma, mettiamola così, almeno ho circoscritto l’ambito di un’ispirazione arrivata da sé.
Un’ispirazione partita da lontano, da quando ormai millenni fa studiavo, studiavo, studiavo (più che altro la raccontavo così… ) canestre di frutta, pale d'altare e colonne tortili ripetendo a pappagallo (più che altro me la raccontavo così… perché in realtà mi piaceva) il significato cristologico di frutta, fiori e piante.
Allora, il melograno è….
E invece la mela è…
E poi la pera è… e quella bacata è…
Insomma, una macedonia di simbolismo religioso, o meglio cristiano-cattolico, di cui ho dimenticato praticamente tutto, tranne il fatto che gli antichi vestivano le cose di simboli, e i simboli parlavano di religione, di storia, di identità. Ecco.
Il ripieno del mio pane dolce del Sabato per me doveva avere “un senso”, o meglio io volevo potergli attribuire un senso, un significato che si armonizzasse con lo Shabbat, di cui adesso ho compreso di più le regole e il significato.
Così, alla ricerca di un senso, mi sono venuti in mente il cedro e l’uva. Da lì è stato tutto un susseguirsi di ricerche che me li ha fatti dimenticare, rimbalzandomi dalla kasheruth alle festività ebraiche, dalla cucina ebraica alle comunità ebraiche in Italia… e di qui alla domanda… ma a Palermo???
A Palermo, diciamo pure in Sicilia, la storia degli Ebrei si è fermata al 1492, anno dell’editto di espulsione di Ferdinando il Cattolico, che ne impose, pena la morte, l’allontanamento volontario con conseguente perdita di luoghi e di beni, o in alternativa la conversione al cristianesimo, che macchiò i pochi che vi si piegarono con l’epiteto di “marrani”. La Sicilia pagò quell’editto in termini economici, culturali e di ingegno, spezzando di fatto il corso della sua “storia ebraica”.
A Palermo, diciamo pure in Sicilia, la storia degli Ebrei si è fermata al 1492, anno dell’editto di espulsione di Ferdinando il Cattolico, che ne impose, pena la morte, l’allontanamento volontario con conseguente perdita di luoghi e di beni, o in alternativa la conversione al cristianesimo, che macchiò i pochi che vi si piegarono con l’epiteto di “marrani”. La Sicilia pagò quell’editto in termini economici, culturali e di ingegno, spezzando di fatto il corso della sua “storia ebraica”.
Ma qualcosa è rimasto… sorprendente, per me, è stato ricondurre 'u pani c'a meusa proprio a quella storia, quel pane con la milza che, insieme ad altri 876454598437976 strafogamenti di strada, di recente ha portato Palermo al 5° posto della classifica mondiale dello street food redatta da VirtualTourist e pubblicata da Forbes… ebbene sì! Pane con la milza, ovvero un panozzo con spolverata di cimino (semi di sesamo) dove la milza (di vitello) può essere schetta – single... – o maritata – sposata con la ricotta o con scaglie di caciocavallo. Una possibile combinazione di carne e latte che, in barba alle norme ebraiche che vietano di mescolare carne e latte non solo nella stessa pietanza ma anche a tavola, la dice lunga sulle stratificazioni date dal tempo e dai popoli.
Stratificazioni che a volte aprono piccoli momenti di riflessione, forse anche di poesia, se colti in una targa che indica il nome di una via in tre lingue: in italiano, in ebraico e in arabo. Questo succede in alcune vie di Palermo, quelle dove un tempo sorgeva il quartiere ebraico della “Meschita” e che, dopo più di cinquecento anni, conservano ancora la memoria del passaggio di un popolo. Per esempio in via Calderai, dove le officine (sempre di meno) e le botteghe (sempre di più) parlano ancora di antichi mestieri legati alla lavorazione dei metalli che in questi vicoli, prima del 1492, erano praticati dagli ebrei.
E poi sono tornata al cedro e all'uva.
Al cedro perché ricorre innumerevoli volte nella Bibbia e nella Torah con una ricca simbologia legata al popolo ebraico, talvolta anche nei termini profetici di rinascita dopo la prostrazione e l'esilio. Cedro che, insieme alla palma, al salice e al mirto, è anche uno dei quattro protagonisti rituali della Festa delle Capanne ebraica, indicati da Dio stesso a Mosè nell'istituire questa festa in onore del Signore e in ricordo della permanenza degli ebrei nel deserto dopo la fuga dall'Egitto.
All'uva, di cui non si contano le citazioni e le associazioni al popolo ebraico, perché è uno dei suoi simboli.
Cerca che ti ricerca, però, l'ispirazione iniziale dei due ingredienti principali era cresciuta... allargandosi anche ad altro. Magari anche solo ad una tentazione, a cui ho ceduto, di un pane dolce dello Shabbat che fosse l'intreccio di tre identità, diverse eppure con un mare in comune, il Mediterraneo. Dunque vicine. Dunque accomunate dagli stessi ingredienti, tradotti in sapori diversi, ma anche in significati diversi.
Stratificazioni che a volte aprono piccoli momenti di riflessione, forse anche di poesia, se colti in una targa che indica il nome di una via in tre lingue: in italiano, in ebraico e in arabo. Questo succede in alcune vie di Palermo, quelle dove un tempo sorgeva il quartiere ebraico della “Meschita” e che, dopo più di cinquecento anni, conservano ancora la memoria del passaggio di un popolo. Per esempio in via Calderai, dove le officine (sempre di meno) e le botteghe (sempre di più) parlano ancora di antichi mestieri legati alla lavorazione dei metalli che in questi vicoli, prima del 1492, erano praticati dagli ebrei.
E poi sono tornata al cedro e all'uva.
Al cedro perché ricorre innumerevoli volte nella Bibbia e nella Torah con una ricca simbologia legata al popolo ebraico, talvolta anche nei termini profetici di rinascita dopo la prostrazione e l'esilio. Cedro che, insieme alla palma, al salice e al mirto, è anche uno dei quattro protagonisti rituali della Festa delle Capanne ebraica, indicati da Dio stesso a Mosè nell'istituire questa festa in onore del Signore e in ricordo della permanenza degli ebrei nel deserto dopo la fuga dall'Egitto.
All'uva, di cui non si contano le citazioni e le associazioni al popolo ebraico, perché è uno dei suoi simboli.
Cerca che ti ricerca, però, l'ispirazione iniziale dei due ingredienti principali era cresciuta... allargandosi anche ad altro. Magari anche solo ad una tentazione, a cui ho ceduto, di un pane dolce dello Shabbat che fosse l'intreccio di tre identità, diverse eppure con un mare in comune, il Mediterraneo. Dunque vicine. Dunque accomunate dagli stessi ingredienti, tradotti in sapori diversi, ma anche in significati diversi.
E allora la mandorla.
E la mandorla è... la linea che spesso descrive la gloria in cielo del Signore, ed è anche emblema di Cristo.
Poi succede che, con zucchero e miele, diventi un mandorlato, in arabo qubbiat.
E se il miele è un miele cristallino di zagara, poi succede che anche qui la zagara ci riporti all'arabo zahr (fiore) e zahara (splendere, sfavillare di bianco).
E allora l'uva è (anche)... emblema di Cristo.
Poi succede che c'è un'uva, lo zibibbo, che porta nel nome le sue radici arabe e che da zabīb significhi uvetta o uva passita per la sua dolcezza e aromaticità.
Insomma, forse a me tutto quel cercare e quel trovare targhe a tre lingue mi aveva un po' confusa. Però mi pareva bella tutta questa confusione. Come quando nell'eseguire una ricetta individui gli ingredienti principali, quelli che "giustificano" la ricetta, e poi pensi che potresti aggiungere un po' di questo e un po' di quello, che all'inizio pensi che proprio non ce li puoi mettere tutti insieme, e poi magari ci provi e vedi che tutto insieme è tutto un altro sapore. Ecco.
E non ho altro da dire su questa faccenda. (Forrest Gump)
Pane dolce del Sabato con marmellata di cedri, cubàita di mandorle al miele di zagara e cimino
Pane dolce del Sabato con uva zibibbo e semi di finocchio
Pane dolce del Sabato con uva zibibbo e semi di finocchio
Le cose sono andate così. Ho fatto l'impasto, seguendo esattamete le dosi e il procedimento di Eleonora, ho aspettato 2 ore elevate a enne perché il malloppo lievitasse. Ce l'ha fatta, impasta, riempi, intreccia... m'è uscita una torta informe e una treccia, quella con l'uva (riuscita un po' più compatta).
Allora ricomincia, dimezzando le dosi, ed ecco la seconda treccia (riuscita mooolto briosciosa).
PIZZINO DELLA SPESA E DELLA RICETTA
Riporto le dosi e il procedimento paro-paro di Eleonora per due trecce ripiene:
500 gr di farina 0
2 uovagrandi medie (circa 60-62 gr con il guscio)
100 gr di zucchero
20 gr di lievito di birra
125 ml di acqua tiepida
125 ml di olio extra vergine d'oliva
10 gr di sale
100 gr di uva passa
un tuorlo d'uovo
un cucchiaio di acqua
semi di sesamo e papavero
Prima di tutto e importantissimo, setacciare la farina.
Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida insieme a un cucchiaino di zucchero e far riposare una decina di minuti fino a far formare una schiuma. Mischiare la farina, il sale e lo zucchero e versarci il lievito e cominciare ad impastare, versare poi l'olio e per ultimo le uova, uno ad uno, fino alla loro incorporazione. Lavorare fino a che l'impasto si stacchi perfettamente dalla ciotola, lasciandola pulita.
Lasciar lievitare per almeno due ore, dopodichè, sgonfiare l'impasto e tagliarlo in due parti uguali. Tagliare poi ognuna delle parti in tre.
Stendere su un piano infarinato ognuna delle parti lunghe circa 35 centimetri e larghe 15. Spargere l'uva passa sulle tre parti.
Arrotolarle poi sulla lunghezza, in modo da ottenere tre lungi "salsicciotti".
Unirli da un capo e cominciare ad intrecciare.
Ripetere l'operazione per la seconda treccia. Adagiare le trecce su una placca da forno unta di olio. Lasciare lievitare ancora due ore.
Sbattere il tuorlo d'uovo con un cucchiaio di acqua e spennellarlo sulla superficie; spolverare di semi di sesamo o papavero.
Infornare in forno già caldo e STATICO a 200°C per circa 15-20 minuti.
Riporto le dosi e il procedimento paro-paro di Eleonora per due trecce ripiene:
500 gr di farina 0
2 uova
100 gr di zucchero
20 gr di lievito di birra
125 ml di acqua tiepida
125 ml di olio extra vergine d'oliva
10 gr di sale
100 gr di uva passa
un tuorlo d'uovo
un cucchiaio di acqua
semi di sesamo e papavero
Prima di tutto e importantissimo, setacciare la farina.
Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida insieme a un cucchiaino di zucchero e far riposare una decina di minuti fino a far formare una schiuma. Mischiare la farina, il sale e lo zucchero e versarci il lievito e cominciare ad impastare, versare poi l'olio e per ultimo le uova, uno ad uno, fino alla loro incorporazione. Lavorare fino a che l'impasto si stacchi perfettamente dalla ciotola, lasciandola pulita.
Lasciar lievitare per almeno due ore, dopodichè, sgonfiare l'impasto e tagliarlo in due parti uguali. Tagliare poi ognuna delle parti in tre.
Stendere su un piano infarinato ognuna delle parti lunghe circa 35 centimetri e larghe 15. Spargere l'uva passa sulle tre parti.
Arrotolarle poi sulla lunghezza, in modo da ottenere tre lungi "salsicciotti".
Unirli da un capo e cominciare ad intrecciare.
Ripetere l'operazione per la seconda treccia. Adagiare le trecce su una placca da forno unta di olio. Lasciare lievitare ancora due ore.
Sbattere il tuorlo d'uovo con un cucchiaio di acqua e spennellarlo sulla superficie; spolverare di semi di sesamo o papavero.
Infornare in forno già caldo e STATICO a 200°C per circa 15-20 minuti.
Per il ripieno
Pane dolce del Sabato con marmellata di cedri, cubàita di mandorle al miele di zagara e cimino
La marmelata di cedri l'ho scopiazzata da qui, dosi e procedimento... ovviamente nel pane dolce ce n'è entrata di meno.. il resto l'abbiamo mangiato e mangiato e mangiato e mangiato... che qui i barattolini non si sanno sterilizzare! E comunque meno male che è davvero buona!
Per la cubàita di mandorle al miele di zagara d'arancio ho usato circa la metà di questa ricetta pubblicata qualche giorno fa. Naturalmente frantumata grossolanamente e disposta sopra la marmellata di cedri.
Pane dolce del Sabato con uva zibibbo e semi di finocchio
Attenzione! Devo precisare che l'uva che ho usato (circa 500 g, con chicchi lasciati interi all'interno di ciascun salsicciotto della treccia) era UVA Zibibbo, non era LO Zibibbo... LO zibibbo, quello che nasce e cresce solo a Pantelleria e che è l'unico che può essere usato per realizzare il famoso Passito, termina a fine agosto. L'UVA Zibibbo pare che sia un suo derivato... questo passa il convento per ora. E comunque, pur non essendo l'originale, ne conservata la dolcezza quasi liquorosa.
I semi di finocchio e l'uva ricordano il sapore dei biscotti di San Martino, biscotti siciliani durissimi che si gustano "abbagnati" nel Moscato.
...si sa, la Sicilia è sempre in mezzo...
Con questa ricetta partecipo all'MTC di ottobre il Pane dolce del Sabato.
HO VINTOOOOOOOOOOO!!!!!
...si sa, la Sicilia è sempre in mezzo...
Con questa ricetta partecipo all'MTC di ottobre il Pane dolce del Sabato.
HO VINTOOOOOOOOOOO!!!!!












Roberta sei una grande!!!! Che giro , quante informazioni che post!!!! Dalla milza al cedro per passare all uva e poi fare questi pani !!!!
RispondiEliminaUno meglio Dell altro!!!! Direi che li assaggerei volentieri tutti e due!
Un abbraccio
P.s. Mi hai scritto che hai una amicizia ritrovata ... Solo che in questi giorni l ho persa non si poteva recuperare..
...sì... un giro assurdo!!! grazie Ombretta, sei sempre carissima!
Elimina:***
ps. mmmhhh... direi che non l'ho ritrovata...
Questa ricetta, questo racconto... quanto , quanto c'è da sapere!Grazie Roberta per la passione che metti in ciò che fai, un bacio. Sandra
RispondiEliminaciao Sandra! che bello averti qui... grazie! davvero :*
EliminaOh! sì sì come i bambini, che fanno OH! è la mia reazione spontanea di stupore davanti al tuo post e ai tuoi pani. Ammiro chi guarda più lontano della punta del suo naso, ammiro chi ricerca, chi cerca un senso per fare le cose, chi ci studia sopra anche per una semplice ricetta. Strabiliata ancora, non posso che dirti...brava!
RispondiElimina...grazie Eleonora, temevo di avere osato un po' troppo con tutto il mio peregrinare, e il tuo commento mi conforta. grazie davvero per le bellissime parole!
Elimina:*
Bravissima Roberta... per l'impegno, la precisione, la ricerca , le foto, il post tutto nel suo insieme: sono davvero colpita!! bello bellissimo tutto. Grazie
RispondiEliminaDani
grazie a te e a voi, sempre.
Eliminami spronate a curiosare e a sperimentare, a riaccendere il cervello e la fantasia. per me siete una continua fonte di cose nuove e belle da conoscere.
:*
Lo sapevo che avresti usato la cubaita!! :)
RispondiEliminaE per il resto...mi inchino e rimango in un silenzio contemplativo pieno di ammirazione...
...eggià... ma io lo sapevo che l'avresti saputo!
Elimina...e lo sai che l'ammirazione è tutta mia... :*
Ecco perchè ci hai messo un po' a postarlo! Stavi cercando la giusta ispirazione.. E' davvero bello il lavoro che hai fatto, belle le foto, della ricetta e della strada:) e mi piace anche il ragionamento:D
RispondiEliminase ogni MTC ti crea tutto questo caos in testa, benvengano gli MTC!!
A presto ROby, ti abbraccio:*
guarda, ero davvero entrata in un vortice da cui non riuscivo più ad uscire... ma veramente!!! e mi è piaciuto un sacco!
Elimina...epperò magari se la prossima volta facciamo che facciamo l'uovo fritto va bbbene!!! che ancora mi devo riprendere dal caos ^_^
:*
Anche io cercavo tempo fa i tuoi pani in mezzo agli sfidanti e quando poco fa li ho visti sono corsa a leggere il post. Bellissimo il tuo approccio di studio, di ricerca di ingredienti che non restano tali ma si trasformano in simboli di qualcosa di più grande, si mescolano fra di loro creando un sapore unico e speciale.
RispondiEliminaSei bravissima, te l'avrò già detto, ma oggi veramente ti sei superata!
Un bacione!
Francy
...ma sai che ho un po' riprovato il piacere dello studio???... e chi l'avrebbe mai detto... proprio io!!!! grazie! :*
EliminaMa che meraviglia questo post!
RispondiEliminaComplimenti per le foto, davvero evocative e suggestive.
Bravissima.
Valentina
grazie! e che piacere la tua visita ^_^
Elimina:*
Brava Roberta, complimenti per i 30 mm.
RispondiEliminaPremio meritatissimo, anzi meriti di più.
Il tuo post è pieno di dettagli, fatto con passione e ricco di dettagli che non lasciano indifferenti;
le tue foto sono curate, belle, luminose che catturano particolari che ti fanno sentire quasi il sapore e l'odore di questo pane.
Questo mese non ce l'ho fatta, ma l'ho seguito con passione e curiosità.
Un bacio, a presto!!!
hey, che bella notizia che mi hai dato! grazie!!!... in effetti mi sono chiesta dove fossi, ma con il gelato è successo anche a me, e ti devo dire che anche stavolta è stata dura farcela... allora ci vediamo alla prossima!!! :*
Eliminanon poteva essere altrimenti CONGRATULAZIONIIIIII
RispondiEliminabravissimaaaaaaaaaaaaaa
RispondiEliminacomplimenti!!!!!!
RispondiEliminaGrande! ancora complimenti! ti sei davvero distinta!
RispondiEliminaRobiiiiiiii!! Che bello: ha vinto una Roberta e non sono io!! Due volte piu' felice!! Complimenti, vittoria strameritata!!
RispondiEliminaComplimenti! Tanto di cappello!!!!!! Che dire, meritatissima vittoria! Ciao!
RispondiEliminaUna treccia fantastica, Roberta e un post bellissimo! Felicissima della tua vittoria!
RispondiEliminaComplimenti vivissimi! devo essere sincera, non avevo visto il tuo post e mi sarei persa molto. Piacere di conoscerti. Mari
RispondiEliminaChe bello Roby che hai vinto tu! Sono stracontenta che per la prima edizione a cui partecipo sia tu la protagonista:D ora bisogna che scegli benissimo per il prossimo mese.. mi raccomando!
RispondiEliminaUn bacio, festeggio con te;)
o che bello questo post! me l'ero perso, ma è una vittoria veramente meritata.
RispondiEliminagrandissimo post, grandissima ricerca e, grandissima ricetta.
mi piace tutto.
anche le foto, va'!
complimenti!!! :-D
RispondiEliminaFrancesca
Me lo sono persa! Ero a Torino e mi sono persa il tuo meraviglioso post. Emozionante. E posso dirti che la mia, per la tua vittoria, è pura felicità. Brava brava Roberta, brava di cuore e complimenti sinceri. Applaudo da lontano e ti abbraccio forte. Pat
RispondiEliminaComplimenti davvero per la vittoria....il tuo post me l'ero perso, come molti questo mese, per fortuna hai vinto così ho recuperato :-)
RispondiElimina...ho letto e visto e mi sono venuti i brividi! Sei una GRANDE!
RispondiEliminaAUGURI!!!!!
Complimenti! Un post emozionante e molto dettagliato! Bella la simbologia riportata, io non sapevo tutte queste cose. Grazie.
RispondiEliminabravaaaaaaa!!! un post meraviglioso, una ricetta strepitosa :)))
RispondiEliminae quelle foto in bianco e nero mi piacciono da impazzire!
complimenti complimenti complimenti!!!
e io che volevo commentarti solo dopo aver letto con tutta calma il post!!!! e tu hai vinto così!!!!! lo sapevo che vincevi tu: quando mercoledì sono entrata e l'ho visto, il tuo post, ho pensato: vince di sicuro. poi però non lo letto tutto e allora non ti ho lasciato il commento... ora torno su e vado a leggermi tutto per benino!! un bacino, sere
RispondiEliminaComplimenti Roberta! vittoria strameritata, ti ammiro sempre per la tua curiosità e la tua genialità in cucina. QUesti fantastici pani sono l'espressione di quello che riesci a trasmettere nelle cose che fai e che a noi arriva sempre, forte e chiaro.
RispondiEliminaE non ho altro da dire su questa faccenda!:-)
Bravissima!!!
Francy
Mamma mia che bel post! Mi hai fatto emozionare, anche con le foto: i miei nonni materni hanno abitato in via Schioppettieri, e in via dei Calderai mio nonno aveva la sua bottega fino agli anni '70! Saluta Palermo per me:)
RispondiEliminaOh goditi la meritatissima vittoria, non vedo l'ora di vedere cosa ci proponi :)
RispondiEliminaora l'ho letto tutto d'uno fiato bellissimo e pieno di significato hai reso perfettamnete l'idea e sei statas premiata a pieni voti complimentissimi
RispondiEliminaVAI IN POSTA, SUBITO!!! cosa ci sarà da festeggiare, poi...:-))))))))
RispondiEliminaComplimenti, una ricerca bibliografica e fotografica da vera reporter, accompagnata da una ricetta da chef, vittoria strameritata! Bravissima!
RispondiEliminaMa che meraviglia!
RispondiEliminaComplimenti per la vincita, per il bel post pieno di belle foto e belle parole e complimenti per il blog che son felice di aver conosciuto e da ora comincio a seguire!
Brava Roberta!
Un abbraccio
Ah, piacere di conoscerti, sono Laura
Roberta, sei stata grandissima!!!!!
RispondiEliminaMi inchino davanti a tanta bravura!!
Ti abbraccio forte, grazie per la bella emozione che mi hai regalato con il tuo post, ne ho "assaporato" ogni singola parola!! :*
Tesoro, prima di tutto mi chiedo una cosa: io ti seguo sempre, no? E allora come ho fatto a perdermi una tale meraviglia??? Sono talmente emozionata, stupefatta, ammaliata da tutta la ricerca che hai fatto, dalle foto in bianco e nero, dalla ricetta, dagli ingredienti scelti per il loro simbolismo ma che hanno conferito un gusto sorprendente, ne sono sicura, al pane... Questa vittoria e supermeritata! Sei stata davvero incredibile! E posso dirti una cosa? Sono emozionata come quando avevo vinto io *_*
RispondiEliminaGrandeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!! :D
...mi devo ancora riprendere, e forse non mi riprenderò... ma intanto grazie a tutte!!!!.... gulp! :*
RispondiEliminaMia cara, il tuo post merita davvero questa vittoria! AMMIRATISSSSSSSSSSSSIMA sono!
RispondiEliminaUn baciuzzo
Ale
E meno male che non sapevi cosa scrivere e avevi già finito i pani che ancora ti mancava la parola!!!!Cavoli che post, vittoria meritata. Non vedo l'ora di sapere cosa inventerai! A presto. Complimenti.
RispondiEliminaBravissima e complimentissimi!!!!! Il tuo post me l'ero proprio perso...mea culpa!! Vittoria meritatissima...ma proprio issima issima!!!!
RispondiEliminaOra però comportati bene con la ricetta, eh?? :P
Complimento complimenti complimenti..e io che dicevo quanto poco si conosca la cultura ebraica in Italia, veramente un bellissimo post.
RispondiEliminaSimonetta
Un post meraviglioso e foto non da meno.
RispondiEliminaComplimenti, davvero!!!
Congratulazioni!! Il tuo post mi aveva colpito moltissimo, e ti ho
RispondiElimina"seguita" volentieri in questo emozionante percorso alla ricerca delle tracce ebraiche ancora visibili in Sicilia dopo secoli che il mio popolo ha dovuto abbandonarla--alcuni tra loro vennero proprio qui in America.
Non ho mai visitato la Sicilia, ma se capitera' spero di poter vedere di persona tutto quello che hai descritto cosi' bene sia a parole che in immagini.
Mi anche emozionato molto vedere come hai saputo presentare questi cibi (dal cedro al miele) che per noi hanno un significato cosi' profondo.
Mi aggiungo a tutti i complimenti di cui sopra!
RispondiEliminaHai fatto una pane favoloso con degli ingredienti simbolici e scelti accuratamente!!
La tua vittoria è decisamente più che meritata!!!
Un bacioneee
complimenti! vittoria meritatissima sia per la ricetta che per tutto il lavoro di ricerca che ci hai messo!!
RispondiEliminaVittoria più che meritata: cercata, fotografata, impastata, cotta e ...regalata! A chi, come me, non può che imparare!
RispondiEliminaBravaaaaaa!!!
Nora
Ciao,il post é delicato,interessante difficile da dimenticare. I pani splendidi e buonissimi, é evidente dalle foto dalla ricerca degli ingredienti. Davvero brava!
RispondiEliminaCredo che Eleonora non avrebbe potuto scegliere "pane" migliore.
RispondiEliminaAuguri di cuore, Roberta!
E adesso aspetto con ansia di conoscere la tua proposta per la nuova sfida! ^_^
complimenti Roberta!
RispondiEliminadavvero vittoria meritatissima per il tio andare 'oltre' come giusstamente ha sottolineato Eleonora, da questo tuo post ne esce ancora più rafforzato il mio già grande amore per la Sicilia e allora ...aspetto con gioia la tua proposta!
un caro saluto
dida
bellissimo post e belle foto. amo così tanto e conosco così poco la sicilia!
RispondiEliminacomplimenti per il tuo lavoro sia nella preparazione del pandolce che di tutto il post.
irene
Buongiorno Roberta,
RispondiEliminanon aggiungo nulla di nuovo a tutto quello che già ti è stato detto: post splendido così come il tuo blog... Mi 'accomodo' nella tua cucina e aspetto con ansia la tua proposta. Buona giornata, Sarah
Robertaaaaaaaaaaaaaa,che bello :ieri sera quando ti ho commentato per i 30 mm me lo sentivooooooooooooooo
RispondiEliminaSono felicissima per te, la meritavi questa vincita.
Tu sei profonda quando cucini, quando fotografi e quando scrivi e il tuo post non ha lasciato nessuno indifferente!
Un abbraccio fortissimo!!!!
Bravissimaaaaaa!!!!! Post meraviglioso e vincita meritatissima ........e mo sono tutti affari tuoi!!!!!
RispondiEliminaVitto
ovviamente, unita al coro di consensi, cara Roberta, non posso che farti anch'io i miei più grandi complimenti, un post GRANDE :)
RispondiEliminaBRAVA!!
Bravissimaaa!!! Che bello scoprirti vincitrice e insieme scoprire il tuo post e la tua ricetta che mi erano sfuggiti, come tutte le ricette partecipanti l'ultima settimana. Complimenti, la tua ricerca e il risultato conseguito sono emozionanti, credo che tu abbia colto in pieno l'intento della sfida, che forse sfida non si dovrebbe chiamare in questo caso, perché siamo andati ben oltre!
RispondiEliminaUn abbraccio, aspetto con ansia la tua proposta!!
Bucci
Incredibile...ho una piccola scusa, che sono panzona già scaduta e prossima al parto (sarà questione di ore, si o no?!!?!) e non ho moltissimo tempo da dedicare al blog...ma questa ricetta dell'MTC non l'avevo vista, e veramente, questa volta più di ogni altra, la vittoria mi pare meritatissima...per il post, per la ricetta, per le foto (quelle del cibo e non)...è tutto stupendo, meraviglioso. Veramente bravissima, complimenti per la strameritata vittoria!!
RispondiEliminaquesto post e la tua ricetta sono poesie, complimentissimi per la vittoria!
RispondiEliminaCara Roberta
RispondiEliminaIo sono esordiente in tutto blog e MTchallenge ma mi sto divertendo molto.....
Ti vorrei fare complimenti per la tua super vittoria!! Bravissima
Ilaria
meritatissima vittoria, complimenti e ronron Helga e Magali
RispondiEliminaPure ci sono e anch'io mi ero persa il tuo post, che figura, in ogni caso da ora in poi non ti mollo piu'
RispondiEliminaP.s. sei se stata eccezionale complimenti tesoro
RispondiEliminaRoberta, mi sono persaquesto magnifico post, questo pane su cui lascio gli occhi e anche la tua vittoria...insomma , sono un disastro!!!
RispondiEliminaMa felicissima che sia tu la nuova direttrice d'orchestra!!!
Un abbraccio
loredana
Brava Roberta, x tutto, post e ricetta sono di gran livello. Ora attendiamo le tue decisioni! A presto!
RispondiEliminaComplimenti per questo post e le foto! Sono felicissima della tua vittoria al contest MTChallange di questo mese perchè mi ha permesso non solo di venire a leggere questo interessantissimo post, ma anche di conoscerti! brava, te lo sei meritato!:-)
RispondiEliminaRoberta, sono stata fuori per tutto il Ponte appena trascorso e non ho quindi potuto complimentarmi con te prima.
RispondiEliminaLo faccio adesso facendoti le mie più vive congratulazioni e ringraziandoti per avermi emozionata!
Congratulazioni per la vincita, grazie per la ricerca storica, c'è sempre qualcosa di nuovo da imparare :))
RispondiEliminaScusami se passo solo ora. Mi metterò in ginocchio sui ceci.
RispondiEliminaMa lo sapevo che avresti vinto!! Lo sapevo lo sapevo!!
Sei una grandissima!!
...niente ceci... se vuoi solo dentro le arancine ;D
Eliminamachedddici valeeeemiacara, ho capito che per ora hai un po' rallentato, spero perché ti diverti un sacco! passa quando puoi e quando vuoi... però di sicuro entro il 28 novembre :DDD
:***
Grâce à Google translate j'ai pu apprecier l'article magnifique que tu as écrit
RispondiEliminaLa recette est vraiment appetissante et les photos superbes
BRAVO et félicitation pour cette victoire!
Accipicchia che post esaustivo e che foto!!!
RispondiElimina