mercoledì 29 agosto 2012

Pasta con i tenerumi... che razza di estate...


L'estate non sta finendo. O almeno qui a Palermo. Qui durerà ancora e ancora, e quando non ne potremo più di sandali consunti, di maniche corte, di prendisole schiariti, l'estate durerà ancora e ancora.
E farà caldo, e andremo a lavorare già da un pezzo, e aneleremo un angolino d'autunno quando altrove sarà già inverno, e desidereremo sotterrarci sotto un plaid caldo e morbido a goderci le gioie del freddo.
E invece no. Qui l'estate durerà ancora e ancora.
Ma non ci saranno più i tenerumi, le foglie felpate delle zucchine lunghe che solo a Palermo sembrano salvarsi dai rifiuti per diventare roventi ministre estive.
No, non ci saranno più i tenerumi, ci saranno i broccoli. E per noi ci sarà l'estate senza l'estate...

venerdì 24 agosto 2012

Duemilacinquecento buoni motivi per dare una zampa

Prendere un limone, preferibilmene bio, tagliarlo in due, spremerne il succo, filtrare accuratamente e spruzzarselo negli occhi ben aperti. Ripetere l'operazione più volte all'ora. Fa male? C'è di peggio.
Prendere un tagliere, adagiarci sopra un pomodoro, affettare velocemente e ad occhi chiusi fino a procurarsi un taglietto nel dito. Irrorare bene la parte con abbondante sale e succo di pomodoro. Ripetere l'operazione più volte all'ora. Fa male? C'è di peggio.
Da metà luglio, dopo una lunga battaglia condotta da LAV, Legambiente, Oipa e dal Coordinamento Fermare Green Hill, 2.500 beagle sono stati liberati da Green Hill, un posto dal nome sinistramente rasserenante dove i cani venivano allevati per essere rivenduti e per diventare cavie da esperimento e da vivisezione. Occhi, pelle, ossa, organi su cui testare con illimitato dolore profumi, creme, detersivi, colliri, farmaci, e anche solo la crudeltà umana.
Green Hill è ancora aperta, continua la sua attività, ma per 2.500 cani finalmente liberi adesso c'è la speranza di essere affidati a qualcuno in grado, responsabilmente e coscienziosamente e per sempre, di prendersi cura di loro con dedizione e amore.
La campagna affidi è in corso, ma è possibile anche solo contribuire alle cure e al sostentamento dei cani liberati facendo una donazione dal sito della LAV.

Immagini dal sito della LAV
 

mercoledì 15 agosto 2012

Mousse di mascarpone alla vaniglia con pesche caramellate e gelée di lamponi... un innocente cambio di programma

Se le cose fossero andate secondo i piani ora starei scrivendo della Pesca Melba, di Auguste Escoffier e del film L'età dell'innocenza di Martin Scorsese. E invece no. Christine - La macchina infernale, ovvero il Bimby, mi ha abbandonata sul più bello.
Quindi, dopo aver dato forfait all'ultimo giro MTC, niente gelato neppure stavolta... senza Bimby e altri robot come avrei potuto tritare e mantecare il gelato alla vaniglia che mi serviva per la Pesca Melba??? E vabbè.
Dunque niente Pesca Melba e niente dotti pavoneggiamenti su Auguste Escoffier, nato nel 1846 e morto nel 1935 dopo avere praticamente rivoluzionato tutto il rivoluzionabile: il modo di cucinare, di servire, di fare ristorazione, di organizzare le cucine, di conservare i cibi, di mangiare.
Un pioniere e un innovatore conosciuto per avere co-fondato il Ritz, per avere semplificato la cucina francese, per essere stato "Cuoco dei re, re dei cuochi", ecc. ecc. ecc. ecc. e per avere creato la Pesca Melba in onore della cantante lirica australiana Nellie Melba, ovvero una coppa di pesche su gelato alla vaniglia e sciroppo di lamponi.
.......Embè???? Embè pare che, ai tempi delle riprese di The Age of Innocence, la ricerca filologica sull'accuratezza della tavola e delle ricette si sia esercitata proprio sull'eredità di Auguste Escoffier. Confesso che, alla ricerca di informazioni sul film, del legame tra Escoffier e il film di Scorsese ho trovato un solo riferimento su internet... ma tanto è bastato a fare partire il trip!
E mica potevo non notare che tra le infinite attività di Escoffier c'è stata anche la riorganizzazione del Ritz di New York... e su questo il trip si è consumato.
Il film, come l'omonimo romanzo da cui è tratto e per il quale la ricca newyorchese Edith Wharton vinse il Premio Pulitzer nel 1921 (e fu la prima volta per una donna), è ambientato proprio nella New York della seconda metà dell'Ottocento, dove tra alta borghesia, aristocrazia e ipocrisia si consuma il sacrificio di un amore in nome del conformismo e delle convenzioni sociali.
Un film dove, dalle ambientazioni ai costumi (e qui Gabriella Pescucci ha portato a casa un Oscar), l'aspetto visivo non è fine a se stesso ma è parte integrante della storia, dell'intreccio e del destino dei protagonisti (Daniel Day-Lewis, Michelle Pfeiffer e Winona Ryder). Tant'è che, dall'inizio alla fine, Martin Scorsese usa dei codici cromatici per anticipare o svolgere le scene. Ovvero il giallo, il rosso e il bianco, che diventano simboli di desiderio ma anche di illusione di felicità, di passione bruciante ma anche di ardore misto a sofferenza, di raffinatezza ma anche di assenza e appiattimento fino all'annullamento.
...Ma al trip mancava un tassello per essere completo... e il tassello era la Pesca Melba di Escoffier... gialla come le pesche Montreuil, rossa come la salsa di lamponi, bianca come il gelato alla vaniglia...

...ma niente Pesca Melba, e allora mousse!

giovedì 9 agosto 2012

Il mio amico tiramisù...


Al momento viaggio su domande cosmiche con risposte semplici, o apparentemente semplici. Cos'è un giudice, cos'è un grande amore, cos'è l'amicizia tra un uomo e una donna. Ecco, questa è la mia ultima domanda cosmica a risposta semplice. Cos'è l'amicizia tra un uomo e una donna? Un'amicizia. Rara, complessa, precaria, soggetta al divenire e a volte anche a finire. Proprio come tutte le amicizie, anche quelle dove la medesima Natura salva dal perdersi in paludose disquisizioni sull'inevitabile richiamo dei sensi che... prima o poi... vabbè, magari non tu, ma lui... impossibile, a me non è mai capitato.
Beh, a me sì. Ed è una di quelle cose che includo tra le fortune della mia vita. Perché l'ha attraversata intensamente e profondamente, perché non è mai stata comoda e acquiescente, perché anche nei momenti peggiori, anzi soprattutto, mi ha aiutata a scoprirmi forte abbastanza per la verità, perché diceva così come faceva, sempre diverso e più in alto degli altri, prendendo la mira quando c'era da arrivare al punto e facendosi cuscino quando c'era da metterci un punto. Perché abbiamo parlato, riso, guidato, mangiato, fumato, ingurgitato caffè e poi di nuovo d'accapo per giorni e per anni.
E un giorno sono diventata mamma, e lui è stato il primo ad arrivare. 

Tempo fa da Monica-Dolci Gusti lessi di una bella torta di carote e di una bella amicizia. Mi ricordò un post che anch'io avevo scritto un po' di tempo prima e mi sembrò bello che anche per lei il sapore, il profumo, la consistenza di un piatto potessero raccontare il gusto assolutamente unico di un'amicizia.
Ora da quella bella torta di carote Monica ha fatto nascere un bellissimo contest, "L'Amicizia... se fosse una ricetta sarebbe..." ...... e non vi sembra una favolosa occasione per fare volare la fantasia e il pensiero verso un amico???!!!
Per me lo è stato ancora una volta, perché ancora una volta mi ha permesso di ripercorre un viaggio all'interno di una delle amicizie più care, quella che per me ha le sfumature calde e avvolgenti della terra, quella che mi mette in contatto col cielo, quella che, quando affondo il cucchiaio, ogni volta tiro su insieme a tutto quello che di buono c'è in lui.