Se le cose fossero andate secondo i piani ora starei scrivendo della Pesca Melba, di Auguste Escoffier e del film
L'età dell'innocenza di Martin Scorsese. E invece no.
Christine - La macchina infernale, ovvero il Bimby, mi ha abbandonata sul più bello.
Quindi, dopo aver dato forfait all'ultimo giro MTC, niente gelato neppure stavolta... senza Bimby e altri robot come avrei potuto tritare e mantecare il gelato alla vaniglia che mi serviva per la Pesca Melba??? E vabbè.
Dunque niente Pesca Melba e niente dotti pavoneggiamenti su Auguste Escoffier, nato nel 1846 e morto nel 1935 dopo avere praticamente rivoluzionato tutto il rivoluzionabile: il modo di cucinare, di servire, di fare ristorazione, di organizzare le cucine, di conservare i cibi, di mangiare.
Un pioniere e un innovatore conosciuto per avere co-fondato il Ritz, per avere semplificato la cucina francese, per essere stato "Cuoco dei re, re dei cuochi", ecc. ecc. ecc. ecc. e per avere creato la Pesca Melba in onore della cantante lirica australiana Nellie Melba, ovvero una coppa di pesche su gelato alla vaniglia e sciroppo di lamponi.
.......Embè???? Embè pare che, ai tempi delle riprese di
The Age of Innocence, la ricerca filologica sull'accuratezza della tavola e delle ricette si sia esercitata proprio sull'eredità di Auguste Escoffier. Confesso che, alla ricerca di informazioni sul film, del legame tra Escoffier e il film di Scorsese ho trovato
un solo riferimento su internet... ma tanto è bastato a fare partire il trip!
E mica potevo non notare che tra le infinite attività di Escoffier c'è stata anche la riorganizzazione del Ritz di New York... e su questo il trip si è consumato.
Il film, come l'omonimo romanzo da cui è tratto e per il quale la ricca newyorchese Edith Wharton vinse il Premio Pulitzer nel 1921 (e fu la prima volta per una donna), è ambientato proprio nella New York della seconda metà dell'Ottocento, dove tra alta borghesia, aristocrazia e ipocrisia si consuma il sacrificio di un amore in nome del conformismo e delle convenzioni sociali.
Un film dove, dalle ambientazioni ai costumi (e qui Gabriella Pescucci ha portato a casa un Oscar), l'aspetto visivo non è fine a se stesso ma è parte integrante della storia, dell'intreccio e del destino dei protagonisti (Daniel Day-Lewis, Michelle Pfeiffer e Winona Ryder). Tant'è che, dall'inizio alla fine, Martin Scorsese usa dei codici cromatici per anticipare o svolgere le scene. Ovvero il giallo, il rosso e il bianco, che diventano simboli di desiderio ma anche di illusione di felicità, di passione bruciante ma anche di ardore misto a sofferenza, di raffinatezza ma anche di assenza e appiattimento fino all'annullamento.
...Ma al trip mancava un tassello per essere completo... e il tassello era la Pesca Melba di Escoffier... gialla come le pesche Montreuil, rossa come la salsa di lamponi, bianca come il gelato alla vaniglia...
...ma niente Pesca Melba, e allora mousse!